Il caso Giovanni da Monreale

Pietrasanta (Lu)

Dopo aver lavorato in vari studi e collaborato con numerosi scultori, dal 2013, muovendosi lungo la Penisola, Giovanni da Monreale porta avanti un progetto autonomo d’arte plastica urbana. Sceglie le città e le zone in cui operare,- esclusivamente in spazi pubblici- e, colloca, con la collaborazione della sua squadra, sculture iperrealiste raffiguranti bambini. Sceglie luoghi come giardini, scuole, fermate degli autobus.

"Otto", il bambino in vetroresina che gioca ai videogame davanti scuola

otto, giovanni da monreale"Otto", il bambino in vetroresina che gioca ai videogame davanti scuola. L'artista Giovanni Da Monreale: "Così si riflette sui mondi virtuali di cui siamo prigionieri"

Sguardo assorto su un videogame, spalle appoggiate al muro, cappuccio della felpa abbassato sulla testa. Da lontano si direbbe un bambino in carne e ossa, da vicino la sagoma in vetroresina svela l'inganno. Quel ragazzino con gli occhi incollati allo schermo che da domenica 12 aprile staziona davanti la scuola "Federzoni" di Bologna si chiama Otto, come i suoi anni, ed è una creazione di Giovanni Da Monreale, 34 anni, urban artist, che gli ha dato la vita modellando la creta e curvando il ferro.

Giovanni da Monreale e Frankie Hi-Nrg

Giovanni da Monreale e Frankie Hi-NrgHanno qui le radici e li segnalo per il “Premio Guglielmo II”

Si tratta di due artisti eccellenti, di diverso calibro, operanti uno nel campo delle arti figurative e l’altro in quello musicale.

Giovanni Sardisco è uno scultore nato a Monreale, nel 1980, da genitori monrealesi e residenti nella città normanna. Lui risiede in Versilia e opera al nord, dove lo conoscono come Giovanni da Monreale. Questo è, infatti, il nome d’arte che ha deciso di assumere, per rendere omaggio al suo luogo di nascita e, forse, anche all’omonimo frate cappuccino che, nel 1686, fu il primo progettista della “Cappella del Santissimo Crocifisso” nel Duomo della città.

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